La Farmacia dei Sani… Quando serve una nuova ricetta.

L’identità di un locale.
È quella cosa che ti fa restare impresso un posto, e ti ci fa venire la voglia di tornarci. Che sia il migliore o il peggiore di Bari.

Ma può capitare che quell’identità non la si riesca a trasmettere, o… Boh, magari siamo noi che non eravamo sulle stesse frequenze quando l’altra sera abbiamo varcato le porte della Farmacia dei Sani.

Locale bello grande nel cuore del centro di Bari, potrebbe rappresentare un’ottima tappa prima di una serie di vasche di struscio (o strusho) in centro, o anche la location ideale per una reunion con gli amici.
Il locale è bello grande, e se prenoterete per tempo non crediamo vi farebbero troppe storie nel riservarvi tavoli grandi.
Se invece arrivate in gruppi sparuti il posto dovrebbe spuntar fuori senza troppi problemi, tavolino o bancone che sia.

A non convincere appieno nell’entrare è l’arredamento: a sedie, tavoli e bancone in stile pub inglese, fanno da contraltare delle asettiche pareti bianche con lampade di design e stampe di scorci grattacielici.
A non convincere appieno una volta accomodatisi è il menu, sia nella forma (c’è ancora qualcuno che usa solo i raccoglitori dati dai fornitori e non ne stampa di suoi?) che nel contenuto. Non ci sono proposte interessanti, che distinguano il locale da qualunque altro esercizio ristorativo. Davvero ci siamo dovuti sforzare nel decidere cosa prendere.
A non convincere appieno è anche quello che assaggiamo. Questa volta abbiamo scelto un evergreen, la porzione di patata al forno, poi un piatto di orecchiette con salsiccia radicchio e noci e uno di paccheri al pesto mediterraneo, ad accompagnare il tutto la birra Redhead del birrificio barese Compagnia Brassicola Zerottanta.

Le patate al forno vengono recapitate con una velocità ipersonica (davvero, parliamo di 2 minuti o poco più).
Altrettanto veloce è il servizio degli altri piatti ordinati, complice la sala ancora in fase di riempimento.

E forse è davvero un po’ troppo veloce il servizio.

Il pacchero al pesto mediterraneo, piatto piuttosto semplice, è una variazione sul tema in cui il pacchero servito è quello con le ossa, tosto assai. Mentre lascia perplessi anche il secondo primo, dove il radicchio utilizzato è crudo, da busta e viene utilizzato come letto della pasta e non nel sugo. Per salsiccia si fa presente che non riceverete salsiccia, ma cubetti di speck.
Varie ricerche da mamma a Sonia Peronaci non hanno prodotto risultati, ma l’effetto del radicchio crudo è davvero complicato.

Alla fine del pasto il conto sarà di circa 15-20€ per un primo, una birra, una porzione di patate al forno e coperto.

Insomma, è questa un’esperienza non felicissima. Ciò che dispiace è che si tratta di errori piccoli, anche se non giustificabili dalla ressa in sala, ma che sommati l’uno all’altro non fanno fare a questo locale, grande e dalla felice ubicazione, una bella figura.

Tuttavia la nostra rinnovata morale, lo spirito primaverile e la fame continua fanno sì che l’accordo deontologico con la ristorazione barese sia quello di riprovare il locale a distanza di qualche tempo…

Scopri la valutazione del locale su Trip Advisor.


 

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