Origini: a cena dal numero uno di Bari (su Trip Advisor)

Tornare a scrivere dopo tanto tempo sarebbe stato difficile.  Ne eravamo certi.
Serviva trovare un qualcosa di nuovo, di non ancora assaggiato…

In questi mesi molte cose sono cambiate nel panorama dei locali food di Bari e dintorni, ma senza dubbio una è stata la novità che ci ha colpito di più. Un localino che, nonostante i pochi coperti disponibili e la breve storia, ha scalato la classifica di Trip Advisor, arrivando a posizionarsi primo tra i ristoranti di Bari.

Lungi da noi attribuire al sito di recensioni del gufetto verde il dogma dell’infallibilità, ma va dato atto che alle volte dà buoni consigli agli affamati viandanti in cerca di spunti per ricominciare a blaterare su un blog.

Ecco quindi l’idea: andiamo a provare il n.1 di Bari per TripAdvisor: Origini Evento in Purezza!

Il locale nasce come salumeria di giorno che si trasforma in angolo ristoro sia a pranzo che a cena. È gestito da un simpaticissimo lui e da una più risoluta lei che incarnano le dua anime del locale. Da un lato una vastissima scelta di salumi e latticini provenienti da tutta la Puglia -con qualche incursione dal resto d’Italia-, dall’altro la delicata preparazione di piatti caldi ispirati alla cucina vegetarian-contadina.

Durante la nostra visita abbiamo scelto di prendere la mano del padrone di casa che, va detto, ha saputo guidarci nel modo migliore verso un’esperienza di gusto davvero interessante.
Non aspettatevi però il menu cartaceo -come accade in altri posti che comunque consigliamo ma che hanno questo piccolo minus-, sia i salumi disponibili che i primi saranno presentati con grande attenzione e dovizia di particolari (e questo è decisamente un plus), ma rigorosamente a voce.

La nostra scelta è caduta su una selezione di salami da Valle d’Itria e Gargano (evidente sarà la differenza di trattamento dei maiali… Chiedete lumi a riguardo!) e di latticini prodotti da un caseificio di Altamura. La scamorza con ripieno di gorgonzola vi lascerà il cuore colmo di gioia anche nei giorni a seguire.

I primi caldi cambiano di giorno in giorno, durante la nostra visita erano cinque: abbastanza da soddisfare ogni tipo di palato. Abbiamo scelto friggitelli al forno (nomen non omen) con pomodorini e stracciatella: una decisione semplice ma che vi assicuriamo essere stata assolutamente soddisfacente. Anche l’assaggio degli altri piatti caldi disponibili ha dato buone sensazioni: wurstel di cervo o maiale dal Trentino (l’alternativa carnivora), polenta e riso venere con crema di cavolo sarebbero state scelte decisamente felici.

Per chiudere una mega porzione di cheescake al pistacchio (mai avremmo pensato di dirlo parlando di un dolce ma… È troppo grande!) e uno dei tanti rosoli a disposizione vi accompagneranno verso l’uscita, felici per aver vissuto un’esperienza di incredibile semplicità ma di grandissimo gusto.

Il conto alla fine è decisamente onesto: un tagliere piccolo, un primo, il dolce e uno/due calici di vino sono costati circa 20€.

In conclusione un posto che ci sentiamo davvero di consigliare. Oltre ai sapori, sarà il servizio a farvi innamorare di Origini. Un’attenzione al cliente che si percepisce già dalla telefonata che farete per prenotare -ve lo consigliamo vivamente-e che continua con i sorrisi e la discreta presenza dei titolari.

Passate a provarlo e fateci sapere come vi sarà andata. Origini lo trovate lungo l’ultimo isolato di viale Giovanni XXIII, prima di arrivare a Parco 2 Giugno.

Buon appetito e bentornati a noi! 🙂

 

Ricominciare… a mangiare!

Ci sono avventure che danno piacere, altre che ti lasciano un ricordo indelebile… Ed altre che ti danno solo alcuni kilogrammi in più.

Bari Food Experience era nata come un gioco, ma le tante attenzioni e la partecipazione dei lettori ci hanno portato a pensare un po’ meglio a quello che stavamo facendo… Insomma, occorreva prendersi delle responsabilità e dedicare davvero più tempo a questo blog, sia per scrivere amabili post che per visitare i tanti locali di Bari e dintorni.

Dopo qualche tempo di silenzio e assestamento geografico, la decisione è presa!

Da oggi torniamo alla carica, riprendiamo a mangiare e prendiamo appuntamento in palestra: Bari Food Experience è tornato!

Vi racconteremo delle nostre esperienza di gusto in giro per la città, visiteremo tanti nuovi locali e torneremo a distanza di qualche mese in quelli che abbiamo già visitato…

Allora, pronti a mangiare con noi? 😉

Joy’s Irish Pub: Fish&Chips in letto di Gazzetta del Mezzogiorno!

Questa volta un po’ di paura c’era.

Il numero di pub, chioschi e “cose” di Bari visitati e -amatorialmente- recensiti inizia a farsi cospicuo, ma provare a scrivere due righe su uno dei capisaldi della ristorazione in salsa barese, lo ammettiamo, ci ha messo un po’ di timore.

Essì, perché con il passare degli anni, tantissima gente si è avvicendata sugli sgabelli del pub irlandese per eccellenza della nostra cittadina, tante comitive lo hanno eletto a ritrovo stabile e quindi… Tanta è la gente da dover soddisfare con queste righe, onde evitare di essere presi a botte di trifogli in testa.

Ad accendere quest’esperienza e a portarci a varcare la verde soglia del locale che fronteggia la chiesa di S.Giuseppe nel cuore del quartiere Madonnella, è stata la ricerca dei sapori provati durante l’Estate nell’isola dove se non sei un elfo sei un Fiorella Mannoia.

(Sì, lo sappiamo che ve ne siete accordi che non scriviamo da un bel po’ di tempo… 🙂 )

Il Joyce, è già un divertimento fin dall’inizio. Voi pensate si chiami Joyce, ma sui menu lo troverete denominato Joy’s, il che scatenerà l’innata voglia -nonchè tipicamente irlandese- dell’attività ludica del cambia nome: Giò is, Jòis, algioys (moto a luogo) e così via…

Una volta arrivati dovrete solo scegliere: bancone, sgabelli e tavoli alti nella prima sala o tavoli più grandi e sedie per le due aree a destra e sinistra.

Ad accendere il sorriso è l’offerta sia food che bevitoria del locale. Tantissime birre in bottiglia, molte artigianali locali, e un posto d’onore per le spine di Guinness, Kilkenny e Harp e per la cugina scozzese Tennent’s. Iniziamo bene.

A riempire i pancini, le proposte sono molte ed interessanti. L’aspetto migliore è che tutte, o quasi, sono quelle che trovereste in Irlanda. Cosa assolutamente non scontata, come abbiamo potuto notare in alcuni pub irlando-baresi in altri quartieri.

Quindi, provate a indovinare… Cosa abbiamo ordinato???

Semplice: Fish&Chips e una pinta di Guinness. Stereotipo… Tu m’hai provocato e io me te magno!

L’attesa c’è, ma, visto che il locale è pieno, è perfettamente giustificata.

L’arrivo del pesce&patate invece vi strapperà un sorriso. Avvolto in carta di giornale, vi permetterà da un lato di tenervi informatissimi sulle ultime novità cittadine, dall’altro di viverlo all’irlandese.

Pare infatti -a detta di mr Titolare- che fosse d’uopo presso certi vecchi antichi irlandesi non disporre nel monetaggio necessario per acquistare sia i quotidiani che il fish&chips, quindi di fronte all’annosa scelta, pare propendessero per il secondo, visto che veniva venduto appunto avvolto in fogli di giornale.

Pensa te ‘sti’rlandesi!

Il merluzzo impanato è buono e le patate pure. Tranquilli che sotto il giornale c’è la carta alimentare.
Orsù, ora comprendeteci se non ci dilunghiamo, ma che profonda disquisizione si potrà mai fare attorno a del merluzzo fritto? Era buono, tenero al punto giusto, fritto e porcellosissimo. Per soddisfare gli economisti, tenete conto che con 12-15€ vi alzerete dal tavolo belli soddisfatti!

Il consiglio è chiaramente quello di avventarcisi con l’utilizzo di mani e di non lesinare (qualora vi gustino) nell’uso di salse, anche perché pare a breve potrebbe esserne inserita una allo yogurt, aglio ed erbe.

Il locale in tutto può accogliere una 50ina di persone, vi consigliamo vivamente di prenotare qualora decidiate di provarlo da seduti, magari beccate anche una delle serate con musica. Per una pinta in piedi, invece, sia il marciapiede che la piazzetta di fronte sono ampii e confortevoli.

Una serata al Joyce vi lascerà felici e con un bel po’ di sapore d’Irlanda nel cuore, quindi non lasciatevelo scappare.

Ah, se siete dei ritardatari cronici, e qualcuno vi ha dato appuntamento al Joyce, ricordate l’annosa questione del parcheggio a Madonnella, quindi tarate il vostro “aue, arrivo tra 5 minuti” a questa variabile.

Provatelo e fateci sapere com’è andata!

->Se avete altri locali da consigliarci basta un fischio o un commento a questo post!

Saperi & Sapori 2014 – Sabato 19 Luglio a Valenzano (BA)

Diventa ogni giorno più bello potervi segnalare le iniziative food che hanno luogo a Bari e in Puglia, soprattutto perchè, con l’avvicinarsi dell’estate, diventano sempre di più!

Sabato 19 luglio a partire dalle ore 20:00 il centro storico di Valenzano sarà teatro della quarta edizione di Saperi&Sapori, la manifestazione organizzata dal locale circolo ARCI l’ARCIpelago, con il patrocinio del Comune di Valenzano e dell’Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia.

È Lino Castrovilli a raccontare l’essenza di Saperi & Sapori:

il nostro intento è quello di mettere al centro della manifestazione tutte quelle realtà locali che spingono l’acceleratore per un “ritorno alle origini”, quale antidoto ad un sistema economico-sociale che ha portato alla lunga più difficoltà che vantaggi, con l’aggravante di averci fatto allontanare dalla nostra identità originale.

Durante la serata il centro storico sarà animato dagli stand di degustazione. Spazio, dunque, ai sapori ereditati dalla cultura contadina valenzanese e dalla tradizione italiana e alla birra per calmare la sete.
A farvi saltellare per digerire ci sarà il concerto, alle ore 22;00 in l.go San Benedetto degli U’Papun.

Insomma, dopo il mare, sabato concedetevi una passeggiatina a Valenzano!

saperi e sapori valenzano 2014

Domenica 13 Luglio arriva chef Rubio ad Ostuni!

Piccolo sguardo fuori porta per segnalare una bella iniziativa -ovviamente food- che vede protagonista anche una delle forchette di Bari Food Experience.

Domenica 13 Luglio, ad Ostuni arrivano i tatuaggi dello chef più aggressivo della tv italiana: Gabriele Rubini aka Chef Rubio!

chef rubio gabriele rubiniOspiti della neonata rassegna Librinfaccia, Chef Rubio e Stefania Ruggeri sveleranno i segreti del loro recente libro La Nuova Dieta Mediterranea, edito da Gribaudo, nel quale seguendo le orme di Ancel Keys – scienziato che ha teorizzato e coniato il termine Dieta Mediterranea- e guidati dal professor Jeremiah Stamler, arrivano a proporre una rivisitazione della Dieta Mediterranea basata sulle ultime ricerche scientifiche.

Walter Dabbicco GnammoA guidare le danze ci sarà il nostro Walter Dabbicco, responsabile marketing di Gnammo, che si divertirà a stuzzicare Stefania e Rubio mentre saranno alle prese con pentole e padelle sulla cucina mobile QCina del collettivo di architetti MoMAng.

Insomma, anticipate un po’ il ritorno dal mare, un salto ad Ostuni e poi potrete gustarvi la finale dei mondiali! 🙂

L’evento si svolger presso il Frida Casbah Art Cafe, in via cap. Vito Tamborrini 5/7 ad Ostuni – scalinata don Elio Antelmi.
Per ulteriori informazioni potete visitare il sito della rassegna e la pagina facebook.

A domenica!

 

Librinfaccia_Gnammo_rubio_feltrinelli

Bilabì… il racconto di un birrificio da mangiare due volte

Questa volta abbiamo fatto le cose per bene.
Abbiamo aspettato che passasse l’euforia dei primi 10 giorni, e ci siamo andati. Poi ci siamo dati delle bacchettate sulle dita per evitare di scrivere, quindi abbiamo aspettato un paio di mesi e ci siamo tornati e solo dopo tutto ciò ci siamo seduti al computer.

Va dato atto che appena aperto sembrava che tutta Bari fosse riuscita ad andare a Bilabì nel giro di uno-due giorni.
Ricordo di aver distintamente dire a qualcuno Ma tu stiv a Bàr-Bilabì, parafrasando il celebre adagio che riguarda i 59 paganti di un Bari-Cittadella di anni fa.

Che si parli di leggenda o realtà, in molti in quei giorni ci intimarono di andare a provare Bilabì, e noi cedemmo.
Ma altresì ci dissero che non sarebbe stato corretto raccontare di un locale appena aperto, e dunque obtorto collo mangiammo tutto e zitti zitti bevemmo alcune birre.

Ci siamo tornati la scorsa settimana, e diciamolo subito: quella che vi aspetta a Bilabì è una bella e intrigante esperienza.
Situato tra la “Casa Rossa” e la chiesa arcobaleno di Saint Marcello, Bilabì è birrificio e luogo di cibo aperto da circa tre mesi.
Il locale è molto molto grande, l’allestimento è unico, artigianale ed interessante con belle soluzioni per luci, tavoli e bancone. È di quella tipologia di locale il cui aspetto migliorerà con il tempo e l’utilizzo, perchè se oggi state lì a concentrarvi potrebbe sembrarvi un po’ spoglio. Mentre un piccolo consiglio è quello di tenere lo sguardo basso per evitare quel… Normalissimo soffitto.

Nelle due serate in cui abbiamo mangiato qui abbiamo sempre trovato posto, in generale non abbiamo mai notato grosse attese per un tavolo, ma -come da buona abitudine- se dovete festeggiare qualcosa o siete in tanti una telefonatina non costa nulla.
Il personale di sala è sempre stato cortese e all’altezza per dispensare buoni consigli e il tempo di attesa non è mai stato così giusto.

Oramai annebbiati i ricordi gastronomici della prima volta a Bilabì, concentriamoci sulla seconda.
Il locale propone una buona scelta di primi, più quello del giorno, taglieri, vari intrattieni (provate assolutamente le chips di barbabietola, carota e pastinaca, che sì è una parola realmente esistente) ma noi -oramai lo avrete capito da questa recensione, poi da questa e anche da questapreferiamo affondare i denti nei paninazzi, ancor più se questi sono dei piccoli e ricercati concentrati di gusto.

E le attese non sono deluse: il panino multicereali con tonno in crosta di pepe, stracciatella, radicchio, e cruditè di sedano e carote è davvero una delizia, sazia al punto giusto, ma la giornata era stata pesante, e quindi secondo giro con panino alle bombette tirate al rum. Ora ci siamo.
Nel frattempo che tiriamo qui e là un morso agli altri panini del tavolo (merita anche la focaccia con mortadella, trecciona e pomodori secchi), accompagniamo il tutto con il vero motivo per il quale questo è un birrificio: le birre.
Prodotte in loco, le proposte sono tre: la Giuditta, la Precaria e la Cuzzi Baba. Tutte e tre molto interessanti e… Sì, ne parlerete a fondo con i vostri commensali dato che è statisticamente provato che ne prenderete ognuno una diversa.

Con una 50ina abbondante di posti a sedere, Bilabì può andar bene per una birra al volo, una serata con gli amici o una mangiata in tranquillita. Ve la caverete per birra (prezzi decisamente buoni e magari provatene due piccole diverse) e panino con circa 10-15€ a testa e l’unica motivazione per la quale vi verrà voglia di tirare un morso in testa ai gestori saranno i menu, che speriamo presto abbiano un’ evoluzione verso le magiche arti della legatoria.

Passateci e diteci la vostra, non prima però di aver dato un occhio anche ai bagni. Sì, c’è la carta igienica verde. ❤

 

Per ulteriori dettagli questa è la loro pagina Facebook  e queste le loro recensioni su TripAdvisor.

La Farmacia dei Sani… Quando serve una nuova ricetta.

L’identità di un locale.
È quella cosa che ti fa restare impresso un posto, e ti ci fa venire la voglia di tornarci. Che sia il migliore o il peggiore di Bari.

Ma può capitare che quell’identità non la si riesca a trasmettere, o… Boh, magari siamo noi che non eravamo sulle stesse frequenze quando l’altra sera abbiamo varcato le porte della Farmacia dei Sani.

Locale bello grande nel cuore del centro di Bari, potrebbe rappresentare un’ottima tappa prima di una serie di vasche di struscio (o strusho) in centro, o anche la location ideale per una reunion con gli amici.
Il locale è bello grande, e se prenoterete per tempo non crediamo vi farebbero troppe storie nel riservarvi tavoli grandi.
Se invece arrivate in gruppi sparuti il posto dovrebbe spuntar fuori senza troppi problemi, tavolino o bancone che sia.

A non convincere appieno nell’entrare è l’arredamento: a sedie, tavoli e bancone in stile pub inglese, fanno da contraltare delle asettiche pareti bianche con lampade di design e stampe di scorci grattacielici.
A non convincere appieno una volta accomodatisi è il menu, sia nella forma (c’è ancora qualcuno che usa solo i raccoglitori dati dai fornitori e non ne stampa di suoi?) che nel contenuto. Non ci sono proposte interessanti, che distinguano il locale da qualunque altro esercizio ristorativo. Davvero ci siamo dovuti sforzare nel decidere cosa prendere.
A non convincere appieno è anche quello che assaggiamo. Questa volta abbiamo scelto un evergreen, la porzione di patata al forno, poi un piatto di orecchiette con salsiccia radicchio e noci e uno di paccheri al pesto mediterraneo, ad accompagnare il tutto la birra Redhead del birrificio barese Compagnia Brassicola Zerottanta.

Le patate al forno vengono recapitate con una velocità ipersonica (davvero, parliamo di 2 minuti o poco più).
Altrettanto veloce è il servizio degli altri piatti ordinati, complice la sala ancora in fase di riempimento.

E forse è davvero un po’ troppo veloce il servizio.

Il pacchero al pesto mediterraneo, piatto piuttosto semplice, è una variazione sul tema in cui il pacchero servito è quello con le ossa, tosto assai. Mentre lascia perplessi anche il secondo primo, dove il radicchio utilizzato è crudo, da busta e viene utilizzato come letto della pasta e non nel sugo. Per salsiccia si fa presente che non riceverete salsiccia, ma cubetti di speck.
Varie ricerche da mamma a Sonia Peronaci non hanno prodotto risultati, ma l’effetto del radicchio crudo è davvero complicato.

Alla fine del pasto il conto sarà di circa 15-20€ per un primo, una birra, una porzione di patate al forno e coperto.

Insomma, è questa un’esperienza non felicissima. Ciò che dispiace è che si tratta di errori piccoli, anche se non giustificabili dalla ressa in sala, ma che sommati l’uno all’altro non fanno fare a questo locale, grande e dalla felice ubicazione, una bella figura.

Tuttavia la nostra rinnovata morale, lo spirito primaverile e la fame continua fanno sì che l’accordo deontologico con la ristorazione barese sia quello di riprovare il locale a distanza di qualche tempo…

Scopri la valutazione del locale su Trip Advisor.


 

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