Use-It Bari: arriva la mappa più giovane della città!

Mappa Bari Use-It

Avete ragione, questo articolo non parla di un locale.
Non parla di un’altra delle nostre avventure alla ricerca delle migliori food experiences di Bari, ma… Siamo sempre in argomento.

Oggi vogliamo segnalarvi un appuntamento molto importante, ma ancor più un’iniziativa che è un altro bel passo per rendere Bari un posto meglio, e far conoscere a tutti i giovani turisti le bellezze gastro-archietetto-culturali della nostra città.

Si chiama USE-IT Bari, free map for young travellers, che tradotto vuol dire: una bellissima e coloratissima mappa di Bari che da questo mese sarà in distribuzione gratuita presso tutti i punti di interesse turistico della città e della provincia.
Un ottimo biglietto da visita per chi è di passaggio a Bari, e perchè no, un regalo per qualche vostro amico che ancora non ha capito cosa si sta perdendo tirando dritto verso il Salento…

Verrà presentata Venerdì 11 Aprile alle 11;00 nella sala Giunta di Palazzo di Città, insomma al Comune.
Potrete così conoscere gli artefici di questo piccolo capolavoro: Giuseppe, Chiara e Paola e toccare in anteprima la mappa e accaparrarvi una delle prime copie.

Chiaramente ampia è la parte sulla gastronomia locale (Eat Like a Local), data l’importanza che il cibo ha nella cultura e nel Walter Dabbicco Use It Bari Mappamodo di vivere di Bari.
Con un pizzico di orgoglio vi diciamo che anche Bari Food Experience ci ha messo una briciolina di suo, con il Focaccia Walking di Walter… Ma non possiamo dirvi di più, lo scoprirete solo mappando…

Qui potete darle un’occhiata virtuale e scoprire quali altre città d’Europa fanno parte del network di mappe Use-it, mentre da qui potete entrare in contatto con l’associazione AkuBari che è la colpevole di tutte queste parole.

A Venerdì!

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Lamaricante: lì dove Mc Donald’s ha sbattuto i denti!

È possibile che ci capitiate per le ragioni più disparate.
Perchè ci lavora un amico, perchè ve ne parlano da quasi un anno, perchè siete degli avidi ricercatori di hamburgerazzi (la categoria è stata introdotta da questo blog qualche mese fa…) o perchè avete semplicemente voglia di fuggire dal caos cittadino.

Quale che sia la ragione che vi abbia portato a varcare le soglie di questo posto, non potrete che condividere con noi una grandissima difficoltà: quella di dargli un nome.
Sì, oltre quello di battesimo s’intenda.
È un gastro-garden-pub, un risto-giardino o posto-per-mangiare-nel-verde?
Boh.

Fatto sta che, se non ci siete mai stati, dovete andarci.
Adesso.
Perchè, va detto subito, questo posto si colloca tra i migliori locali ristorativi di Bari e dintorni finora provati.

Lamaricante è una ex villa privata, su una delle strade principali di Torre a Mare.
Aperta da poco meno di un anno, rappresenta una bella realtà ristorativa, frutto -e questo non è mai scontato- di anni di esperienza, sia dei gestori che del personale.
All’ingresso l’atmosfera vi colpirà immediatamente: il giardino vi porterà in un universo parallelo, un’oasi inattesa di pace.
La struttura -in versione invernale- all’interno ha un’ottantina di coperti tra interno e dehors, mentre d’estate sboccia con tavolini su prato e cortile.

Ma veniamo alla parte interessante, perchè -direte voi- e vabbè, fino a mò pare a vedere la villa che tengo alla foresta Mercadante.

E passare al piatto è decisamente un’ottima scelta.
Dimenticatevi le solite proposte, o voi tarallini-olivomaniaci!
Ciò che rende Lamaricante una tappa obbligata sono proprio le proposte dello chef: nessun piatto è banale, ogni proposta profuma di fantasia e attenzione alla tradizione.

La scelta è stata quella di provare un po’ tutto, dato che giocava a nostro favore l’alto numero dei commensali.
Ma se dovessimo consigliarvi un’esperienza, beh, è sugli hamburger che dovete posare l’occhio.
Tre proposte, tutte avvolte da ottimo pane ai semi di sesamo e papavero fatto in loco: uova-guanciale-pecorino a scaglie; confettura di ciliegie-pecorino; rape stufate-stracciatella.
Si avete letto bene: Roland Mc Donald non ha il passaggio in macchina, e qua non ci arriva.
Ad accompagnare il tutto, la scelta di birre è molto vasta.
La nostra cade sulla birra artigianale D-Day del birrificio Decimoprimo direttamente dalla BAT-provincia (Trinitapoli – non hanno un sito internet, disturbateli su Facebook).

Scegliete in base al vostro cuore, ma non dimenticare di farvi portare una porzione di polletti come antipasto.
Goduriosamente impanati con semi di sesamo e fritti, dopo essere stati marinati e serviti con tzaziki e salsa di carote con cumino, zenzero e paprika, non vi deluderanno affatto.

Le scelte fatte si rivelano interessanti, forse solo l’hamburger uova-guanciale-pecorino a scaglie avrebbe bisogno di una nota di umidità in più, ma nel complesso i sapori si sposano davvero molto molto bene.
In chiusura una sofficiosa torta al cioccolato e birra ci dà l’arrivederci.
E siamo certi che ci rincontreremo molto molto presto.
Sì, molto molto. (Abbiamo fatto il bis).

Ricordatevi di prenotare con l’avvicinarsi della bella stagione. Potete portare anche i vostri bambini, difatti in alcuni giorni -e in estate sempre di più- una stanza della villa è dedicata ai piccini con animatrice professionista, così che nessuno vi disturbi mentre addentate il vostro panino e loro possano divertirsi a dovere.
Nel complesso con una spesa tra i 15 e i 20€ riempirete il pancino con un hamburger, una buona birra e un dolce.

Ma un salto al Lamaricante sarà anche l’occasione per rinfrancare lo spirito.

Già, lo dice anche il claim del locale: contro il logorio della vita moderna!

Il Pane e le Rose… Beh tante belle cose nel centro di Bari!

Lo avevamo puntato da un po’ di tempo, ma per inspiegabili ragioni avevamo rimandato l’appuntamento.
Ce lo avevano consigliato un po’ di persone, ma per inspiegabili congiunture non ne avevamo varcato la soglia.

È servita la mostra dedicata all’India di un amatorial fotografo, ospitata all’interno del locale, a fornirci la scusa per provarlo.

A pochissimi passi dalle ex Poste centrali, la vineria Il Pane e le Rose potrebbe comodamente diventare la risposta all’indecisione di una sera.
Quando stanchi della solita pizzeria e senza alcuna voglia di pub, la voglia è quella trascorrere piacevoli minuti mangiando qualcosa di molto molto interessante a prezzi non proibitivi.
Insomma una buona alternativa se vi sono già piaciuti Est! o Vin’o Mirr.

A colpirvi e a coccolarvi ci saranno le decine di bottiglie di vini appollaiate sulle vostre teste, e gli occhi saranno prima turbati ma poi soddisfatti dagli arditi accostamenti verde fluo – bianco e rosa shocking delle sedie e dei tovaglioli.
L’atmosfera però è intima, raccolta, e minimal al punto giusto.
Il padrone di casa non lesinerà un sorriso e una battuta nell’accogliervi.

Piacevolmente la proposta culinaria è ristretta ed in costante aggiornamento.
Quindi dimenticate proposte fisse e ogni visita potrebbe riservarvi delle belle sorprese.

La sera in cui abbiam scelto questo locale il menu propone sei piatti, uno più interessante dell’altro, e poi i classici taglieri qualora la vostra intenzione fosse quella di degustare esclusivamente vini con un accompagnamento mangereccio.

La scelta cade, piacevolmente guidata dal padrone di casa, su polenta grigliata con ragout di funghi e crema di parmigiano e poi sulla lonza di maiale in crosta con insalata di mele verdi.
Un Salice Salentino nel calice (Sampietrana Vigna delle Monache) accompagna la cena.

Le abbondanti porzioni vi saranno recapitate dopo l’omaggio di due frise (da sponzare un po’ meno… Oddio, sponzare è italiano?) e con dell’ottimo pane realizzato nel locale stesso.
Entrambe le portate scelte si distinguono per intensità dei sapori, qualità realizzativa e di impiattamento.
Se proprio una critica si può muovere, questa riguarda la crema di parmigiano: leggermente più densa sarebbe stata -a parer nostro- perfetta.
Per il resto, tutto vi lascerà soddisfatti e la mela verde vi solleticherà piacevolmente il palato.

Il prezzo per una cena per due, con due piatti e due calici di vino si aggira attorno ai 14€ a testa.
E come potete notare dalle foto del menu, due portate a testa ed un buon calice non vi costeranno oltre 16-18€.

Il nostro consiglio è di concedervi una cena qui. Ma evitate di atterrarvi in massa, non è il posto per voi.
È l’ideale per un solitario del gusto, per una coppia o un piccolo gruppo.
E ricordate che fino al 3 Aprile potrete concedervi un viaggio con la mente nelle atmosfere d’India grazie alla decina di scatti di Mario Mastrodonato.

Noi ne abbiamo due preferite, voi?

“Ti porto l’orto a cena”: una rassegna di cene per scoprire il km 0 made in Puglia.

img bassa gnammo

Questa volta non parliamo di un’esperienza vissuta per le vie di Bari, ma vi diamo indicazioni su una serie di eventi che vi consigliamo davvero di non perdere. Sì, soprattutto se il vostro credo è il piatto e la forchetta è la vostra musa.

Bio&sisto è un’azienda dell’area di Monopoli attiva da un paio di anni e  molto presente sia sul campo che sul web. Produce e vende ortaggi e frutta coltivati secondo i dettami del biologico e promuove la dinamica del km 0, con la sua rete di punti di distribuzione sempre più estesa tra Bari e provincia.

Gnammo è il più grande portale italiano per il #SocialEating, gustosa pratica culinaria che prevede momenti di incontro e scoperta di nuovi amici e sapori attorno alla tavola. Un’occasione per fare amicizia e guadagnare dalle proprie abilità ai fornelli.

Queste due belle realtà hanno organizzato per la seconda metà del mese di Marzo la rassegna Ti Porto l’Orto a Cena.
Un calendario di cinque eventi, tra Bari e Molfetta  in cui appassionati di alimentazione sana, buone forchette e foodblogger si incontreranno a tavola, per degustare e approfondire i discorsi sul mangiar bene e in maniera social, affinchè sempre più nelle nostre case possano entrare queste sane abitudini e prodotti coltivati nel rispetto della sostenibilità.

Potete consultare il calendario ed effettuare la vostra prenotazione ed il pagamento seguendo questo link.

Non lasciatevi scappare l’occasione, ve lo assicuriamo: i prodotti di Bio&sisto sono ottimi e quella di Gnammo è una dinamica divertentissima.

Fateci sapere che evento prenoterete!

Antico Chiosco U’Russ: lo street food alla barese va in paradiso!

Fermo affamato viandante!

Ecco qui IL POSTO. Tutto maiuscolo, non solo l’iniziale.

Segnatelo su tutte le mappe di Bari. Piantate cartelli in ogni via, quella di cui vi parliamo è una delle esperienze culinarie assolutamente migliori nella nostra gustosa città.

Un tempo li chiamavano pan’emmerda. E alcuni ancora si fregiano del titolo, orgogliosi o meno.
Roulotte, camioncino o chiosco, qualunque fosse la struttura ospitante, per molti anni lo street food alla barese è stato sinonimo di improbabili combinazioni di condimenti attorno all’hot dog o alla cotoletta di turno.

Fortunatamente qualcuno ha deciso di invertire la tendenza.
E lo fa alle porte del centro storico, tra porto e dal castello, a due passi da Santa Chiara e dalla bellissima chiesa bizantina di San Giovanni Crisostomo (ecco, passate a visitarla e poi fate pausa cibatoria). È quindi comodo arrivarci anche a piedi, ma non manca la caratteristica possibilità di parcheggiare in doppia fila (no polizia municipale noi non lo abbiam fatto!).

U’Russ, o meglio all’anagrafe Antico Chiosco da U’Russ, si presenta come un normalissimo chioso di quelli di cui sopra: bancone rialzato, tendone, e quattro o cinque tavolini rossi con sedie di plastica della Peroni.
Per metà della struttura – quella a destra- fatica a staccarsi dallo stereotipo a base di hamburger, dall’hot dog e dalla cotoletta. E vabbè.
È la metà di sinistra però quella che vi lascerà senza parole: troverete un’intera vetrina di tagli di carne invitantissimi e dietro di loro tre allegri personaggi pronti a darvi le giuste indicazioni nella scelta… Insomma un paradiso.
In ordine sparso: salsicce di maiale con formaggio, al prosecco, dolce, piccante, carne di cinghiale, bombette, entrecote, filetto, spiedini…

La scelta è chiaramente difficoltosa. Saranno gli osti a guidarci.
E quindi prima un entrecote, poi una porzione di bombette e poi una di pepite di cinghiale. Da bere il solito, Peroni.
Ma sorpresa delle sorprese, se ne aveste voglia è possibile anche chiedere un calic… emh… Bicchiere di vino.

Le porzioni sono giuste, le carni davvero ottime e alcuni piccoli contrasti sono quello che rendono quest’esperienza unica.
Il primo, un uso primordiale ed eccessivo del pane. Ovunque. Anche l’entrecote va nel pane e per quattro bombette un altro sfilatino. Insomma, anche se previsto di default da U’Russ, vi consigliamo di rifiutare l’invito all’impaninamento così da evitare che il pancino vi si riempia troppo presto e vi impedisca altre porzioni.
Il secondo contrasto in altre occasioni potrebbe fare storcere il naso, ma senza, questa non sarebbe un’esperienza coi fiocchi: la musica. Colonne sonore (va detto, in sottofondo) dal neomelodico, alla dance fino ai classici anni ’60 vi accompagneranno durante la permanenza.

Una volta pulite le fauci, il conto è di 22€ per una porzione di bombette (4), una di pepite di cinghiale (2),  entrecotte e due birre.
Ma soprattutto, andando via ci vengono prospettate nuove esperienze mistiche con carne d’asino per la prossima volta che torneremo da queste parti e crediamo che ciò avverrà molto presto.

Insomma un’esperienza ottima, allegria da parte dei tre gestori che spesso si fatica a trovare anche in locali in muratura, ma soprattutto un’ottima competenza e passione che i nostri hanno una gran voglia di condividere. Finalmente un posto da mostrare orgogliosi agli amici forestieri dopo il gustosissimo food pork del panzerotto Dal Santo Palato.

E se il consiglio dei gestori per il condimento dell’entrecote è insalata e un filo d’olio, beh, crediamo che lo street food alla barese abbia trovato un ottimo difensore. Anzi tre, e uno ha ovviamente i capelli… Rossi!

Est! Magie d’odori in una vineria con soppalco.

Consigliato da molti, andava provato.
La voglia era di non avventurarsi per le vie del centro, e la scelta di stasera è caduta su un’ottima alternativa al cuore della città, dalle parti del Campus, dove il parcheggio abbonda e a quanto pare anche gli interessanti luoghi per la nostra continua ricerca dei migliori locali di Bari.

Est! (questo punto esclamativo causerà inghippi ortografici, già lo sappiamo…) si trova a pochi passi dal cinema Ambasciatori, su via Toma. Location per noi collegata al trauma di aver ospitato nel 2000 a.D. la proiezione dell’Esorcista in versione integrale – che tanti segni ha lasciato negli incubi di chi vi scrive -, è oggi un isolato abbastanza sveglio con due locali e un kebabbaro nello spazio di pochi metri.

Riconoscerete il locale da una bellissima insegna di legno, e poi chiaramente dal fatto che su tale insegna c’è scritto il nome di locale. Ma non mancheranno di attrarre la vostra attenzione le luminarie di Natale che hanno la capacità di proiettarvi già in un posto che sembra tagliato fuori dal tempo. E l’impressione si conferma all’ingresso: il locale è piccolo, piacevolmente intimo e l’arredo è quello a metà tra il vintage e la bottega, tipico di una vineria. Tra piano terra e soppalco ospita una quarantina di coperti, più una piacevole infinità di bottiglie di vino.

Carta dei vini che è senza dubbio il cavallo di battaglia dell’Est!, assieme alla vasta scelta di birre in bottiglia. Cavallo che è perfettamente cavalcato dal personale, davvero molto preparato.
Il menu è abbastanza ampio, offre alcuni primi più i piatti del giorno, poi carni e pesce. Rendendo così Est! capace di soddisfare anche voglie differenti all’interno di una compagnia di mangiatori.

La nostra scelta per cominciare cade sull’antipasto: salumi, latticini e assaggi di pizze rustiche e frittatine. O meglio, rileggete tutto al singolare. Un pezzo per pietanza.
Poi, secondo i dettami di una nuova scelta di vita nella ristorazione, ci affidiamo al piatto del giorno, scegliendo troccoli con zucchine e crostacei e orecchiette con broccoli e guanciale.
Ad accompagnare il tutto la birra blonde ale Germana del Birrificio Svevo di Modugno, uno dei birrifici pugliesi con più esperienza alle spalle.

Le scelte si rivelano molto piacevoli, i due primi sono ottimi e si lasciano notare anche per l’abbondanza delle porzioni. Buon viatico per far cadere la scelta su questo locale anche per una cena al volo.
Da sconsigliare invece l’antipasto, o meglio non avventuratevi nella condivisione dello stesso. Ad ogni modo 10€ per così poca roba lascia un po’ infastiditi, anche perchè gli ottimi primi -invece- si assestano sui 4,50€. A chiudere invece è pura estasi la torta Sbriciolata con cioccolato e ricotta, davvero buona!

Contate dunque una spesa sui 15-20€ a testa, ma portatrice di buona sazietà.
Est! si rivela una scelta indicata per una cena non impegnativa, ma che non vi farà sfigurare agli occhi del vostro ospite forestiero.
La location è molto carina, certo un paio di nei ci sono.

Il primo: quei due quadratini di pizzetta come benvenuto… Spesso evitare è meglio, sono piuttosto tristi: non danno l’effetto uao, cominciamo bene, sono molto accoglienti qui!, bensì quello meh, e che è la carità!
Il secondo neo in realtà potrebbe essere valutato come un numero di magia olfattiva. Il locale ad occhio e croce frigge molto poco, ma riuscirete ad andar via con una bella puzza di fritto addosso -fritto leggero però, eh-.
Quindi evitatelo se ci venite qui con la/il commara/o e non volete dare adito allo sgamo una volta tornati a casa.

A meno che, come per noi, l’odore di fritto non vi piaccia da impazzire! Assieme ai soppalchi.

Cantiere del Gusto – Distinti Salumi: un buon inizio ma… C’è da fare!

Non ci si credeva: ancora nessuna denuncia, nessun caciocavallo sotto le lenzuola a mò di minaccia e nemmeno un’oliva ascolana esplosiva… Bari Food Experience supera il 2013 e continua alla ricerca dei migliori locali di Bari dove non semplicemente mangiare, ma vivere esperienze di gusto e… Prova a raccontarveli in maniera del tutto amatoriale.

Ma veniamo alla prima mangiata del 2014.
Lo ammettiamo, abbiamo aspettato un paio di giorni dal triplice fischio dei banchetti festivi prima di riaccomodarci a tavola… 😉

Spesso si scelgono posti in cui cibarsi a sentimento, o per un consiglio di un amico o semplicemente perchè hanno fatto un’ottima campagna pubblicitaria.

Alle volte i tre modi di varcare la soglia di un locale convergono.
È quello un tipico caso di campagna di comunicazione ben riuscita, e il Cantiere del Gusto, di recente apertura in via Melo, volontariamente o meno ha fatto centro.

Tutto comincia da dei volantini rotondi a forma di formaggio svizzero o salame che un paio di mesi fa avevano colpito la nostra attenzione per le strade del centro. Incuriositi ne sottraemmo uno ad un geloso tergicristallo.
Tra il divertito ed il curioso a dare la mazzata è stato quel motto… Semplice ma eccezionale: Distinti Salumi.

Geni.

Ora, chiamatelo un po’ come volete, il nome completo è Cantiere del Gusto – Distinti Salumi. Aperto – come dicevamo – da qualche mese, è gestito da un simpatico signore quasi ad angolo tra via Melo e via Piccinni.

All’ingresso vi accoglierà un bancone da salumeria pieno di ogni ben di dio. Non lasciatevi trarre in inganno, questo non è un minimarket.
(Da una recente ricerca fatta attraversando l’hinterland barese su un pullman delle FAL, pare che ogni paese abbia un minimarket gestito da un Mimmo: il Mimmo Market. Confermate questa indagine empirica e il nobel è nostro!)

Salutate come delle persone aggraziate e dirigetevi nella seconda parte del locale. Qui una trentina di posti a sedere e una decina di tavoli vi aspettano. Accomodatevi e perdetevi a notare la cura dell’arredamento.
Lo stile cantiere si conferma per le nuove aperture di locali a Bari (ricordate Hop! o il Factory), ma qui è tremendamente culinario.
Dietro le griglie invecchiate troverete centinaia di bottiglie di vino e se prestate attenzione scoprirete in ogni scaffale una bottiglia vuota che in realtà è un lumino. Gli otri al soffitto vi ipnotizzeranno per un bel po’.

Noi abbiamo provato Cantiere del Gusto – Distinti Salumi a pranzo, ma è aperto anche la sera. Chiaramente non fino a tardissimo.
Il menu non è fisso, o meglio ogni giorno il titolare dà sfogo alla sua fantasia e potrebbe capitarvi di trovare dei profitteroles alle fave.

Durante la nostra visita un menu con tagliere di quattro formaggi e quattro salumi, calice di vino e dolce è l’unica proposta del giorno.
A declamarlo è un simpatico cameriere, mentre il titolare è impegnato ad affettare salami come se non ci fosse un domani (già, il locale è abbastanza pieno: complimenti).
Ciò che ci viene servito è buono: tra capocollo, ventricina, pancetta e spalla il palato festeggia. I formaggi sono un po’ tostarelli ma ottimi, il Negramaro accompagna il pasteggio e – nota positivissima- dell’ottimo pane è servito senza ritegno.
Colpo di classe è il dessert. Sì, cari amanti del tartufo bianco anni ’90, qui il dolce non poteva essere che… Salame di cioccolato (versione classica e con amaretti e uva passa) e questo strappa un grandissimo sorriso.

Ecco, questo è ciò che abbiamo mangiato. Avremmo (Saremmo?) voluto essere più precisi su provenienza dei salumi e dei formaggi ma… Non è stato possibile.
È questa la vera pecca di questo locale. Tutto è perfetto, anche le tovagliette vi accarezzeranno il cuore ma…
Ma ci si è dimenticati di dare le chiavi della stanza del trono ai re: i salumi e i formaggi.
Per sapere cosa avete mangiato dovrete chiederlo più volte al volenteroso cameriere e poi al proprietario. I Distinti Salumi vanno esaltati, a cominciare dal bancone, dove delle semplici targhette con provenienza e tipologia del prodotto ci avrebbero incuriosito non poco.
Non ci stancheremo mai di ripeterlo: il cliente va anche coccolato nella testa. Va stuzzicata la sua voglia di tornare per provare un nuovo prodotto e fantasticarne il gusto. Non soltanto per ascoltare cameriere e proprietario snocciolarti il menu, cosa che è stupenda, ma che non può essere l’unico modo di conoscere i prodotti.

 

Peccato di gioventù, lo sappiamo. Il locale è aperto da poco e le premesse sono più che positive per veder crescere questo avamposto della cultura culinaria.

Con 8€ a testa siamo comunque tornati a casa abbastanza soddisfatti e con la voglia di riprovare l’esperienza tra qualche tempo e magari nella versione serale.
In conclusione un salto vi invitiamo a farlo. Sì, chiaramente dopo che avrete rinnovato l’abbonamento in palestra per lenire i vostri sensi di colpa da mangiare festive. 🙂